È innegabile che la crisi economica e la crisi di un sistema sociale, dove i diritti delle persone sono sempre meno garantiti, ha fortemente penalizzato il genere femminile.

La precarietà del lavoro, i tagli al sociale e alla sanità, le difficoltà della scuola pubblica, infatti, hanno un’incidenza negativa sull’emancipazione e sulla libertà di scelta delle donne.

Questa situazione è ancora più pesante per le donne vittime di violenza domestica, poiché la mancata indipendenza economica e l’assenza di strutture di supporto, rischiano di tenerle legate al maltrattante.

Per le istituzioni, allora, il contrasto alla violenza di genere deve passare anche per un ripensamento del welfare che oggi non appare più in grado di dare risposte adeguate. La politica del reddito minimo garantito o le esperienze di sharing economy, ad esempio, possono dare un contributo importante per riprogrammare un sistema sociale che tuteli in maniera più efficace le donne.

Il convegno tenutosi il 21 ottobre 2016 a Senigallia e organizzato dalle quattro associazioni che nella provincia di Ancona gestiscono uno sportello antiviolenza, ha voluto essere uno spunto per portare un nuovo pensiero politico e condividere esperienze positive che possano stimolare le pubbliche amministrazioni a sostenere progetti che favoriscano una reale emancipazione della donna.

  • Donne e Giustizia di Ancona
  • Dalla parte delle donne di Senigallia
  • Casa delle donne di Jesi
  • Artemisia di Fabriano